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mercoledì 6 aprile 2016

Il referendum e i pesci in faccia. [ popul post politically scorrect ]

Nella foto il trattamento GIUSTAMENTE riservato a chi, da sinistra, si ostina a non tratta il PD come merita, cioè da NEMICO.




Paradossi.
Sacrifichi spazi della tua vita personale e del poco che tempo che hai per partecipare a riunioni ( e per inciso vieni pure trattato di merda nonostante ti stia proponendo volontario per farti carico di un duro lavoro di attivismo civico/politico ) che hanno il fine di organizzare i comitati territoriali per il no al referendum costituzionale, e ti ritrovi burattini di partito che invece che con la bandiera arrivano con l'apartitica spilletta dell'Anpi, a spiegarti che questo referendum bisogna perderlo a tutti i costi.
Perché di fatto ti dicono che bisogna scegliere di non accettare lo scontro sul plebiscito pro o contro Renzi, ma andare al mercato rionale a spiegare alla sciura Maria di anni 78 che si sta comprando la cicoria, cosa cambierà nella sua vita spostando una virgola da qui a li nell'art. 117 comma 4 paragrafo 12 ter.
E questo significa mettersi nella inequivocabile condizione di perdere, perché il plebiscito è Renzi a volerlo e non possiamo impedire a chi controlla parlamento, governo e media di impostare una battaglia in un certo modo. Volenti o nolenti il terreno di scontro lo sceglie lui.
Ma su quello stesso terreno si può anche farlo inciampare, perché se Renzi, bisognoso di una legittimazione per via plebiscitaria in un referendum su di sé e sull'operato del suo governo, raccoglie ancora nel paese la maggioranza RELATIVA dei consensi, è pur vero anche che raccoglie pur sempre pure la maggioranza ASSOLUTA dell'astio ( e nel chiuso della cabina elettorale non vai a fare gli esami del sangue a chi vota NO, prendi i voti da chi vengono ).

Questa strategia suicida deriva dal fatto che i "cespuglietti" non vogliono tagliare i ponti dei rapporti col partito insieme al quale negoziano assessorati.
E ciò vale in particolare a Milano, ADESSO.

Per cui bisogna fare sta battaglia, ma impostarla in maniera perdente, senza l'unica parola d'ordine che può vincere ( 3 parole, semplici: Renzi - a - casa ), senza creare dissapori e rancori nei rapporti con gli esponenti del PD, dicendo che la "riforma" è bonapartista e autoritaria ma senza dire che chi la vota e promuove è autore di un tentativo di svolta autoritaria.
Insomma, fare campagna contro una "riforma" come se questa riforma fosse politicamente "figlia di nessuno".

RI-SI-BI-LE.

Ma dopo tutta questa fiera di ipocrisia mescolata a mancanza di coraggio, cosa succede?

Che direttamente "Nullità" ( ex L'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci ) ti inizia la campagna dando al Presidente dell'ANPI, che l'aveva iniziata appunto denunciando la minaccia di svolta bonapartista senza però dire che il PD e Renzi sostengono progetti politici autoritari e antidemocratici, direttamente dell'inetto, del vecchio rincoglionito, e dello strumentalizzatore in malafede politica del proprio ruolo.
[ vedasi il deplorevole, al limite dell'infamia, articolo di Rondolino, rispetto al quale la redazione, guardailcaso, non si dissocia ].

Ora vedete, tutto questo è abbastanza surreale.

Perché queste istituzioni/ associazioni ( sindacati, cgil, Anpi, Arci, Salcazzo, Eccetera ) e questi piccoli partiti che si ostinano per opportunismi bieco a non recidere il cordone ombelicale che li tiene legati al partito-madre nutrendone gli apparati a nostre spese via elezione e distribuzione di cariche ai propri burocrati, comportandosi in questo modo e venendo trattati in questi modo, non solo sono ormai politicamente indifendibili ma sono plastica rappresentazione comico-grottesca del più totale vuoto politico.

E' come se una persona facesse una dichiarazione pubblica di amore e eterna fedeltà ad un/a consorte che lo cornifica bellamente ( senza che vi fosse preliminare accordo per costituire una coppia aperta ) a destra e a manca vantandosene pure apertamente al bar, da anni.
In questo modo non si costruisce niente, ci si fa solo mettere in ridicolo.
Si legittimano i Rondolino, che pure nel merito hanno il torto più bieco e marcio che si possa immaginare.

Se non fosse che in questa circostanza, sul risultato del referendum, rischiamo tutti la prospettiva della definitiva eutanasia del poco che resta della nostra democrazia comprese milioni di persone sveglie che non si meritano un simile scenario, verrebbe quasi da dire che i vari Smuraglia, presenti e passati, piccoli e grandi, di livello nazionale o anche solo locali, giovani o anziani, di essere trattati con simili pesci in faccia, in fondo se lo meritano pure.

mercoledì 24 febbraio 2016

Quando non hai un argomento, ti serve almeno un pretesto.



SI, ma anche NO.
Ovvero del senso di una gigantesca ipocrisia che torna comoda a tutti.

L'onestà intellettuale alle volte passa attraverso il dire grazie a chi ti ha fatto un favore, anche quando fa male.

Dovreste almeno ringraziarlo, il PD, per il favore che vi ha fatto.
Ché riorganizzare un intero programma politico sulla liberalizzazione della ganja e sul sostituire un po' di "o" con delle "a" alla fine delle parole ( e se ha senso chiamarsi "avvocata" vorrei capire che vi ha fatto di male il mio amico fisioterapista che non ha diritto di farsi chiamari "fisioterapisto", nonostante sia pene-dotato ) pur di non scendere nel merito di problemini quali:
- "come cazzo risolviamo il problema della disoccupazione giovanile sulla soglia del 50%" e
- "che posizione prendiamo su un'unione bancaria" che suona tanto di "è la Germania che sta ponendo fine all'eurozona nella maniera a lei più vantaggiosa e del sistema produttivo italiano rimarranno solo sul tappeto rimasugli semifalliti da acquistare a bassissimo costo",
sarebbero stati veramente cazzi da cagare.
Cazzi da cagare con annessa responsabilità del dover ammettere pubblicamente di aver delirato sulle analisi e sulle proposte, ininterrottamente, nel corso degli ultimi almeno 3 lustri.
Invece così potrete ancora sperare di ritirare su un altro 3,2% sventolando una bandiera arcobaleno.

Vi hanno fatto un piacere.
Lo hanno capito tutti.

Qua ci son 3 milioni di persone che se la son pigliata in saccoccia un'altra volta, e almeno una trentina di milioni di persone che avrebbero bisogno di un partito di classe centrato sulle reali contraddizioni del presente, che avrebbero avuto rispettivamente solo da guadagnarci dall'ottenere i proprio diritti, e dalla FINE DEI VOSTRI ALIBI per non occuparvi di lotta di classe, deficit democratico della UE, € come strumento di lotta di classe dall'alto etc. etc. etc.

Invece, così, SIETE ANCORA UNA VOLTA ESENTATI DAL MISURARVI CON LE CONTRADDIZIONI REALI, e i media saranno felici di darvi uno spazio per occuparvi di cosmesi mentre ci lasciano col culo in mezzo a una strada, perchè l'argomento non li disturba.

Riconoscetelo, almeno, che vi hanno fatto un favore.





Per tutto il resto, le questioni di sostanza, riporto le parole di Riccardo Achilli che trovo essere assolutamente definitive.

COSMOPOLITICA: INVOCANDO LO SPIRITO SANTO
[ 24 febbraio ]

Una prima impressione di questa tre giorni che lancia il progetto di Sinistra Italiana. Positiva l’energia che si respira, la grande determinazione a rilanciare un progetto di riscatto della sinistra. Si capisce che stavolta si vuole scommettere veramente su qualcosa di non ancora ben delineato. Positiva la presenza diffusa di militanti giovani e giovanissimi. E’ positivo che, nelle parole di Mussi, che parla di tempesta economica perfetta, in quella di tanti costituzionalisti, che evidenziano la possibile fine della democrazia parlamentare, nelle parole preoccupate di Prospero, vi sia la netta consapevolezza della gravità estrema della situazione.
E proprio questa consapevolezza diffusa di quanto grave sia lo stato del Paese e del mondo rende poco comprensibile una certa leggerezza dei temi programmatici trattati da quella che sarà la dirigenza di quel nuovo soggetto politico. Nemmeno una parola sull’euro, da parte di nessuno, ma in compenso una cacofonia sulla necessità “storica” di proseguire nel processo di unificazione europea, gli Stati Uniti d’Europa, l’omaggio oramai stereotipato a Ventotene, il progetto, che si ripete nelle bocche di ogni oratore, di fare una fantomatica alleanza politica transnazionale con Podemos, Syriza, socialisti portoghesi, per cambiare i Trattati. Qualcuno degli oratori arriva persino ad ipotizzare un unico partito di sinistra europeo, non si capisce come, non si capisce in quale forma, se al di fuori dalle famiglie politiche europee esistenti (una Internazionale del keynesismo?) oppure dal di dentro (e allora sarebbe bene studiare e capire che esistono già, in una assise che si chiama Parlamento Europeo, il problema è che quella assise non ha alcun reale potere).
Eppure per tanti mesi è stato largamente detto, e spiegato (e quindi non tenerne conto è imperdonabile) che un’area valutaria comune con grandi divergenze fra i parametri macroeconomici di ogni partecipante, e priva di meccanismi di perequazione interna di tali divergenze, è costretta automaticamente a seguire la direzione delle politiche economiche del Paese leader, quello con la più robusta credibilità sui mercati finanziari. Quindi tu puoi fare tutte le alleanze europee che vuoi (ammesso e non concesso che ci si riesca, fra l’altro il quadro politico spagnolo è ancora incerto, e il fragile Governo portoghese rischia di esplodere in ogni momento per le sue stesse contraddizioni, mentre Syriza è oramai impegnata ad applicare un memorandum di austerità ancor più terribile di quelli del passato, e sarebbe difficile per Tsipras tornare indietro senza dare automaticamente ragione ai suoi detrattori), puoi fare il partito transnazionale, l’Internazionale de noantri, ma alla fine sei costretto, se vuoi rimanere dentro l’euro, a seguire le politiche del leader. Il quale non cambierebbe mai la direzione delle sue politiche economiche, sulla quale la Merkel e la Cdu/Csu si giocano il loro futuro, nemmeno se a fare pressione ci fosse una coalizione politica in grado di includere anche lo Spirito Santo. 
Ed al limite, ove messa alle strette da troppe richieste di cambiamento delle regole dell’austerità, la Germania ha già dimostrato, con Schaeuble, di non aver tante remore ad immaginare una rottura traumatica dell’euro. Evidentemente fatta nei tempi e nei modi che convengono alla Germania ed all’area delle economie nordiche ad essa legate, affossando definitivamente nel default le economie mediterranee, per poi farne campo di conquista. E tutto questo non è teorico: lo si intravede nel piano tedesco che vorrebbe imporre alle banche di aumentare il patrimonio di sorveglianza per tener conto del rischio-Paese sui titoli pubblici detenuti, che produrrebbe automaticamente o il collasso creditizio finale oppure quello dei conti pubblici, o tutti e due, nei Paesi indebitati. Non si riesce nemmeno ad evocare un piano B come strumento di pressione per ottenere il piano A del cambiamento dei Trattati, un piano B che, come suggerito, tra gli altri, da Lafontaine, preveda un sistema di cambi a parità centrale e ampi margini di oscillazione, che consenta di assorbire tramite le oscillazioni del cambio, anziché del salario, le esigenze di competitività di costo, e di recuperare sovranità monetaria.
Non riuscire a dire una simile ovvietà significa non essere nemmeno in partita. Significa non saper dare alle parole tanto sbandierate in questa tre giorni, come giustizia sociale o redistribuzione, un significato superiore a quello dell’aria fritta. Confondere il ritorno a valute nazionali in un sistema europeo simil-Sme con il nazionalismo aggressiva da ustascià, come hanno fatto molti degli intervenuti, è, nel migliore dei casi, il frutto di un blocco psicologico, basato sull’incapacità di affrontare una analisi sbagliata fatta in tutti questi anni. Significa non voler accettare che la crisi democratica e sociale in atto è il portato di una globalizzazione che svuota lo Stato nazionale di ogni possibilità di difesa.
E più in generale manca completamente una visione realistica di politica internazionale. Sento qualcuno, purtroppo con incarichi istituzionali, dire che la chiave di tutto è abolire il permesso di soggiorno. Decidendo di non fare politica, perché la politica significa governare, non rinunciare a governare. Significa non capire che il fenomeno migratorio va governato, certo con metodi non brutali come quelli della destra o del Governo danese ma con il massimo di accoglienza e di integrazione, puntando ad integrare i migranti in un sistema di diritti crescenti, sia per loro che per i lavoratori italiani, evitando il rischio di guerre fra poveri. Ma il flusso va governato, perché è una esigenza che tocca il senso identitario e di sicurezza proprio degli strati popolari che una sinistra dovrebbe ambire a rappresentare. Si rinuncia a capire che è ovvio che si debba offrire il massimo della solidarietà e dell’integrazione socio-culturale e lavorativa all’immigrato che attraversa il mare per venire da noi, ma la vera chiave di volta è creare le condizioni affinché egli non sia costretto alla scelta dolorosa di emigrare. Il che significa recuperare la vecchia parola che si chiama “anti-imperialismo”, che da Lenin e dalla Luxembourg ha rappresentato il cuore dell’analisi internazionale delle sinistre.
Nell’insieme, siamo ancora alla narrazione analgesica, al minestrone di buonismo, pacifismo di maniera, ambientalismo accademico (purché compatibile con la crescita economica, mi raccomando) privo di analisi sociale e di qualsiasi reale spirito antagonistico, proposte di reddito minimo garantito alla Negri-Vercellone che non tengono conto della complessità di un welfare a misura del proletariato cognitivo, che richiede strumenti di riqualificazione professionale, oltre che monetari. Il tutto nel solito quadro contraddittorio e conflittuale rispetto alle alleanze, che fa sì che, con una mano, si critichi il Pd come partito irrimediabilmente spostato al centro, e dall’altro si dia la possibilità di parlare a Cuperlo, che propone improbabili alleanze per un improbabile centrosinistra di ritorno. Che Cuperlo sia un interlocutore essenziale per le imminenti sfide referendarie non implica che lo si faccia addirittura parlare, disorientando persone entrate in SI proprio perché non condividevano la condotta gattopardesca della SinistraDem.
Questo minestrone programmatico e questa ambiguità tattica le conosciamo, sono quelle degli ultimi anni. Vale il 3% circa dell’elettorato. Se così dovesse essere, allora il progetto si ridurrebbe ad una operazione meramente commerciale di lancio di un nuovo brand, ed una apparenza di processo unitario guidato tutto dall’alto e da tatticismi di posizione rispetto al Pd, che, esaurito l’effetto-annuncio, riporterebbe sui valori elettorali marginali di questi anni. Una operazione che farebbe comodo solo a chi è geneticamente nato per fare da stampella al Pd, o a chi ne è uscito solo nella speranza di rientrare.
Se si vuole evitare un simile percorso, allora bisogna lavorare nella chiarezza. Che è quella che chiede l’elettorato, non composto certo da politici di professione o da amanti della tattica di posizione, ma da persone che chiedono risposte chiare a dei problemi concreti, e coerenza dei comportamenti e delle scelte rispetto alle risposte stesse. Iniziare a dire che il problema è l’Europa, e che se non si riuscirà a cambiarla occorrerà fare altre scelte. Che si identifica chiaramente l’area sociale che si vuole rappresentare, e che tale area sociale richiede un welfare specifico, anche innovativo, ma caratterizzato da elementi di inclusione reale (non il reddito minimo ma il reddito di inserimento, ad esempio) e di politiche economiche e dei redditi idonee a rilanciare la domanda, le prime, ed a riequilibrare il rapporto fra salario e capitale, le seconde. Che l’ondata di cambiamento tecnologico che sta investendo le economie mature in questi anni richiederà, in futuro, di ragionare su temi come l’equilibrio fra una sempre minore necessità di lavoro e la garanzia di benessere diffuso ed equamente distribuito, altrimenti finiremo in un Medioevo dove la cittadella di chi manovra le leve della tecnologia sarà assediata dai tanti esclusi privi di riconoscimento lavorativo, e quindi sociale. Che gli aspetti negativi o esplosivi della globalizzazione vanno governati cercando di agire sulle cause strutturali che li originano. Non subiti o affrontati in modo buonista o umanitario, un po’ con la logica della compensazione delle esternalità sociali negative per terrore di tornare a ripiegarsi su concetti, in realtà neutrali, ma apoditticamente colorati di valenze negative incomprensibili, come la comunità nazionale o le comunità locali, come suggeriscono le sinistre liberalsocialiste incarnate dai partiti appartenenti al Pse. Che il diritto all’inclusione socio-lavorativa ed a una vita libera da affanni materiali è, come minimo, importante tanto quanto i diritti civili (io direi più importante di questi). E che per fare questo non servono strane piattaforme informatiche, consultazioni on line o illusioni di partecipazione diretta, o ingannevoli spontaneismi dal basso che alla lunga non reggono alla durezza della fatica del governo, ma corpi sociali robusti e dotati della capacità di fare sintesi degli interessi sociali che intendono rappresentare, e mediazione rispetto agli interessi contrapposti. E che per fare questo occorre recuperare il meglio delle culture politiche socialiste, comuniste, socialdemocratiche e cattolico-sociali, attualizzandolo alla situazione. Che questo recupero non si fa con i tavoli di lavoro di tre giorni o con qualche chiacchiera su facebook, ma con un confronto intellettuale che sia il frutto dello studio e dell’analisi.
E bisogna dire che tutto questo è preliminare ai ragionamenti sul posizionamento nell’arco politico. Centrosinistra, ulivismo, oppure, alternativamente, contrapposizione ex ante rispetto al Pd sono marchingegni tattici utili a coltivare diversi tipi di orticelli, ma che non interessano minimamente agli elettori. Le alleanze devono essere guidate dalla proposta, non discusse quando la proposta non c’è. Da questo punto di vista, è condivisibile chi dice che, dalle amministrazioni locali guidate in alleanza con il Pd, occorre scendere man mano che tali amministrazioni vanno a scadenza. Per ricominciare daccapo. E dal capo giusto, che è quello della cultura politica. Non da quello degli apparentamenti.
Se non si dicono queste cose, non si dice niente di nuovo o di autonomo. Non si può ambire a rappresentare la “trasformazione”, come spesso detto durante la tre giorni. O si finisce per essere schiacciati dall’europeismo acritico e dal liberalismo moderato tipico del socialismo europeo, o ci si allinea alla demagogia grillina della democrazia diretta. Oppure si fanno narrazioni, ma oramai, come disse un famoso napoletano, ‘o presepe nun ce piace chiù. La vedo molto, molto dura.

Nella foto palloni gonfiati che aleggiano sul popolo. Per fortuna non aleggiano tra il popolo, anche perché se scendessero a quel livello rimedierebbero solo scaracchi in faccia.


lunedì 18 gennaio 2016

Agitazioni truffaldine a "sinistra".



In questi giorni c'è grande "agitazione" ( lollone ) sotto i cieli della "sinistra" circa una serie di operazione di scomposizione-ricomposizione, nel segno del solito burocratame e dei soliti non-progetti.
Da un lato i Viale & Spinelli che cercano di rivitalizzare l'Altra Europa più o meno insieme ad una Rifondazione ormai completamente in disarmo e allo sbando, dall'altro Sel avvia una costituente nella quale cerca di allargarsi cambiando nome, lasciando però temi ( sbagliati o elusi ) ed osceni burocrati culi di piombo, col culo chirurgicamente suturato alla poltrona, tutti al loro posto.

L'operazione merita di essere smascherata.
Se, tanto per fare un esempio tra le centinaia di discorsi di buon senso che si potrebbero citare, hanno ragione P101 [ 1 ]o Giorgio Cremaschi [ 2 ] nel sostenere che non puoi fare assolutamente nulla di positivo senza prima sciogliere il nodo UE-euro ( e possibilmente anche Nato ) e che quindi chi questo nodo lo elude "preferisce perdere" e sta truffando le persone alle quali chiede il voto ed il sostegno, ne consegue che si possono trarre precise conclusioni politiche su tutta una serie di operazioni di ricomposizione ora in corso.

Un articolo che rafforza e chiarisce il concetto è riportato oggi da La Repubblica, cioè la voce del regime: parlo di un sondaggio analizzato da Ilvo Diamanti sul sito de La Repubblica di oggi che ci spiega perchè, checchè ne dicano i burocrati a capo di queste combriccole sinistrate, una nuova alleanza PD-Sel-con-altro-nome è STRUTTURALE e INEVITABILE.

I numeri parlano chiarissimo.
Evidentemente nella cornice di una UE che sta saltando in aria stiamo parlando degli UNICI due partiti rigorosamente europeisti rimasti sulla piazza.
Il PD perchè rappresentano ceti dominanti e finanziari che dall'ordoliberismo e dalla liquidazione delle democrazie costituzionali, traggono profitto.
Sel perchè non ci hanno ancora capito UN CAZZO, poichè dopo aver passato lustri a selezionare il proprio personale politico sulla base del principio "l'intelligenza fa ombra" e non avendo altra prospettiva che raggranellare assessorati a stretto giro di posta, non hanno mai veramente reciso il cordone ombellicale rispetto al PD e quindi rispetto all'europeismo.
Tale vicinanza concettuale vale ormai al punto che queste due funi sono indissolubilmente intrecciate tra loro: piddinismo vuol dire europeismo e europeismo vuol dire piddinismo.

Va da sé che il tentativo di rivitalizzare l'Altra Europa per Tsipras che sta avendo luogo, sotto vari nomi (personalmente spero che il tentativo dei vari Viale e Spinelli di sussumere "Prima le persone", attraverso il vecchio burocratame, all'interno delle logiche europeiste, fallisca con le persone che diano un segno chiaro di non voler più avere tra i piedi questo controproducente ceto intellettuale radical chic), con dietro lo sfondo l'ultimo maldestro tentativo della dirigenza Ferreriana di Rifondazione di riciclarsi cambiando tutto senza cambiare niente, è ancor più inutile del tentativo di Sel.
Perchè non sciogliendo a loro volta lo stesso nodo che non scioglie Sel, il loro progetto è uguale nella sostanza, cioè inutile e nullo. L'altreuropeismo non esiste e non può esistere.
A queste condizioni altreuropeiste delle quali i savi di mente hanno ormai compreso l'inconsistenza....le persone si domanderanno comprensibilmente perchè votare chi sia uguale ad un altro soggetto, quando il primo sicuramente non supererà mai le soglie di sbarramento ed il secondo forse si?

Comunque sia una evidenza resta sul tavolo.
L'ordine europeista, in Italia, può reggersi soltanto se il PD prende la maggioranza assoluta o Sel concorre a fargli avere un premio di maggioranza.

Siccome per questi due soggetti, evidentemente, è l'europeismo il discrimine assoluto tra il male e il bene ed il PD non ha speranza di prendere la maggioranza assoluta da solo, ne consegue che la loro prospettiva di alleanza è necessaria, inevitabile e irreversibile.

Speriamo che ci caschino in pochi.
Quelli che lo fanno consapevolmente, invece, non meritano pietà: sono nemici, traditori della classe lavoratrice e del proprio paese.


[ sarebbe anche il caso di riflettere sul fatto che i sondaggi riportati da Repubblica, pur allarmanti per gli europeisti, lo sono meno di altri sondaggi condotti all'estero sul medesimo tema. Qui, ad esempio, possiamo vedere che in Italia gli antieuropeisti espliciti sarebbero in valore assoluto di più degli europeisti acritici. Se questo è vero, e così ritengo che sia, questo rafforza ancor di più la necessità dell'alleanza tra i partiti a maggioranza europeisti. ]

giovedì 14 gennaio 2016

Stepchild STOCAZZO!

Matteo 23:23-39

23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!
27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, 30 e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31 e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32 Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!

Nell'immagine Gesù lascia che l'emorroissa tocchi il lembo della sua tunica.
Importante passaggio evangelico nel quale Gesù, che era un anticonformista e voleva insegnare agli uomini che siamo tutti uguali, lascia che una paria, emarginata dalla società alla stregua dei lebbrosi ( l'emorroissa secondo la tradizione è perennemente impura, e per questo viene emarginata ) possa avvicinarlo per dirgli della sua sofferenza e chiedere aiuto.
Rompendo una consolidata convenzione sociale Gesù tratta l'emorroissa con il riguardo che si deve ad una persona che ha molto ed ingiustamente sofferto, le lascia toccare la tunica ( cosa per la quale diventa secondo l'ortodossia lui stesso "impuro" ) e la guarisce miracolosamente.
L'insegnamento è che non hai colpa di quel che sei, nella società c'è un posto per tutti perchè siamo tutti uguali e le tradizioni escludenti e discriminatorie vanno rotte e superate, nel segno della fratellanza e dell'eguaglianza.

L'emorroissa di ieri sono le persone omosessuali di oggi.
Parlo di questo per parlare del fatto che, sorpresona, si è ri-arenata la legge Cirinnà ( che già era una mediazione all'estremo ribasso ) sulla questione dell'adozione del figliastro, cioè in pratica fare in modo che gli eventuali figli pregressi di una coppia omosessuale, avuti da altre relazioni, non siano iniquamente esclusi da assi ereditari ed abbiano coperture e garanzie come tutti gli altri.
Chiaramente si tratta di un pretesto, altrimenti non ci sarebbe un motivo che sia uno per voler tirar di mezzo dei bambini abbandonandoli al ruolo sociale di figli di nessuno.

Ma su questo punto, c'è qualcuno che si merita l'accusa di "scriba, ipocrita, fariseo e sepolcro imbiancato"?
Chi?
Gli stessi che da un ventennio pare che non abbiano altro obiettivo al mondo e nella politica che far 'sti benedetti matrimoni gay.
Sembra una bella contraddizione dialettica, non è vero?

Ma se ci riflettete un pochino non è difficile capire il trucchetto, e adesso arrivo al nocciolo della questione.

La pazienza ormai è finita e quel che resta è che è saltata un'altra volta la legge sui matrimoni paritari e le adozioni dei figliastri ( non dite stepchild adoption, non siete adusi ad informarvi leggendo the Telegraph, siete italiani, FATEVENE UNA RAGIONE! ).
Ebbene, detesto autocitarmi, ma la colpa è vostra perchè avete votato CHI NON HA INTERESSE A FARLI!
E ADESSO PER PIACERE, PENSIAMO ANCHE UN PO' ALL'EUROPA E AI DIRITTI DEI LAVORATORI, CHE HO IL CCNL BLOCCATO DA 10 ANNI?
Perchè se i diritti di queste persone vengono sempre strumentalizzati per mascherare il disinteresse completo nei confronti di tutto il resto ( e piaccia o meno, in politica, LA CICCIA E' LA POLITICA ECONOMICA, il resto al massimo FA CONTORNO ), ma alla fine anche per loro non si porta mai a casa un cazzo di risultato, QUA CI SAREBBERO ANCHE I DISOCCUPATI AI QUALI COMINCIANO A GIRARE UN PO' I COJONI!

E perchè dico che detesto autocitarmi?
Perchè il giochetto lo si è capito da una vita, in effetti dopo averci rimuginato già per qualche anno, profeticamente scrivevo, il 26 settembre:
Dunque, ve lo rispiego.
Se non salta il PD al governo i matrimoni paritari non si faranno MAI. Per una serie di evidenti motivi che passo ed enumerare:
1) il PD non vuole farli perchè sono in prevalenza democristiani e hanno una alleanza strategica, non solo tattica, con pezzi rilevanti di destra. Ma gli serve tenersi indeterminatamente buono l'argomento per spacciarsi per quelli progressisti in confronto a legaioli e fratelli ditaglia, e quelli come loro con la fobia autoinventata del "gender".
2) Nella logica di spartizione elettorale questo occorre anche ai legaioli e fascisteria varia. Sta cosa della fobia gender, nella loro nicchia, elettoralmente paga.
Insomma, tener viva 'sta contraddizione un po' a tutti elettoralmente fa comodo.
Peccato che ci sono i diritti di persone in ballo, letteralmente tenuti in ostaggio per un tornaconto di 4 voti per parte.
3) se avessero voluto farla 'sta legge la partita sarebbe già stata chiusa da un pezzo. Infatti una proposta di legge ben più avanzata del pastrocchio Cirinnà, cioè sostanzialmente di matrimonio paritario, il massimo desiderabile, è stata la prima proposta di legge presentata in questa legislatura da M5S. Ma per non concedere ai grillini di prendersi 'sto merito politico e far passare una legge con loro relatori, la Boldrini ha seppellito nei cassetti la proposta e nessuno da sinistra ha insistito per ritirarla fuori. Eppure, se vi fate una botta di conti, vi rendereste conto che se il PD non fosse in realtà contrario, e Sel non fosse per propri interessi di bottega e vicinanza al PD indisponibile a votare una legge più avanzata ma purtroppo per loro con dei grillini relatori, i numeri ci sarebbero con largo margine.
In altre parole le persone omosessuali si ritrovano con i propri diritti presi in ostaggio dal PD e da quella "sinistra" che per parlare soltanto di loro si è dimenticata completamente per strada i lavoratori, ma che infine non vuol rappresentare neanche le persone omosessuali se non ci son 4 voti immediati da lucrarci.
4) se si chiudesse la partita, finalmente, sui diritti delle persone omosessuali un partito come Sel - e una serie di personaggi piddini in cerca d'autore, dalla Concia alla Cirinnà passando per Scalfarotto, visto che non hanno niente più da dire sul fronte diritti sociali ( e figuriamoci, la lotta di classe..... ) - rimarrebbero di colpo sostanzialmente "disoccupati".

Così è, e direi che a questo punto si deve proprio essere cretini per non averlo capito.
Quindi anche in questo caso, se veramente si desidera un risultato, bisogna smetterla di votare PD e accoliti.Segue l'illustrazione del propotito dell'ipocrita:


Capito il trucchetto?
Sbandierano la questione per mascherare l'abdicazione su tutto il resto agitando qualcos'altro che fa scalpore sulla stampa ma che non disturba il padronato e l'Europa, solo che su questa stessa cosa non possono conseguire il risultato, altrimenti poi rimarrebbero disoccupati, dato che la lotta di classe non la vogliono fare.

Da questo la necessità di conseguire il risultato utile, giusto e necessario del matrimonio paritario:
a) è giusto
b) se il Vangelo ci insegna qualcosa, è un segno di spirito cristiano riconoscere che è giusto
c) conseguire il risultato sarebbe anche la mossa DEFINITIVA per far scomparire dai radar della politica italiana LA FINTA SINISTRA PIU' IPOCRITA ED INUTILE CHE MAI SI SIA VISTA AL MONDO, banalmente perchè non avrebbero più nessuna foglia di fica dietro la quale nascondere le proprie pudenda.