giovedì 19 maggio 2016

Lettera aperta a Sergio Staino: la vita è crudele quando porta a sopravvivere a sé stessi.

Caro Staino, io non credo che lei si sia venduto come la accusano in varie persone sui suoi profili nei social network per le sue posizioni appiattite su Renzi e per la sua vignetta - francamente abbastanza spregevole - sull'Anpi e il referendum costituzionale.
Invecchiare male.



E' semplicemente invecchiato molto male; sta vivendo la disgrazia di sopravvivere a sé stesso.
Un po' come certi gruppi musicali rockettari, coi componenti sopravvissuti agli anni '70 sempre a corto di soldi perché i vizi costano.
Quelli che restano sul palco a 70 anni suonati senza più voce e nessuna ispirazione; imbolsiti e coi capelli finti, ansiosi di voler apparire ancora giovani nel tentativo di tirare su quei 4 soldi per pagarsi i vizi vendendo il biglietto del concerto a 14 altri reduci, che glielo comprano solo perché sono a propria volta nostalgici della propria gioventù passata.

Io non dico che i rivoluzionari debbano morire tutti quanti a 27 anni come i veri rocker ( Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Kurt Cobain etc. ), ma quelli che sanno andarsene da ormai anziani dopo esser invecchiati senza diventare macchiette e caricature di sé stessi, come han fatto un David Bowie o un Lou Reed, oggettivamente son pochi.
Ecco, lei Staino non è un Bowie o un Reed, e nemmeno un Eddie Vedder salito su un palco visibile al mondo intero a 25 anni e arrivato a 50 sopra lo stesso palco stagionando come il vino quando è buono, convivendo sereno coi capelli ormai bianchi, essendo anche cambiato tanto ma non avendo svenduto una virgola.
Le piacerebbe.
Purtroppo lei è solo un Axl Rose di 120 Kg sul palco con una gamba ingessata e le coronarie intruppate di colesterolo made in McDonald's.
Non pretendo che capisca, è una questione generazionale.
Ma in fondo sto parlando ai miei coetanei.
Mi rivolgo a lei solo come strumento per parlare ad anime ancora vive.

Semplicemente, Staino, il suo punto di vista è cambiato nel tempo.
Così mentre una volta la sinistra lottava contro il capitalismo e lo sfruttamento dei più svantaggiati, oggi il pd lo rappresenta, il capitalismo, e lo sostiene chi se lo può permettere.
Niente altro che questo: siete passati ad essere la classe sociale col culo al caldo e vi siete coerentemente messi dalla parte del capitale, della rendita di posizione e materiale e della conservazione dello status quo.
Non sto dicendo niente di nuovo: Ennio Flaiano aveva già detto tutto.
Contestatori a 20 anni col portafogli vuoto, reazionari e paternalisti dai 50 anni in poi col portafogli pieno e sulla pelle di quelli che han continuato ad averlo vuoto.
A questo inoltre temo sia il caso di aggiungere una buona quota di rincoglionimento.
Più la degenerazione senile di un certo tardo togliattismo, che già di suo era una degenerazione, per cui voi altri usciti dallo stampo piccista in realtà non siete mai stati fedeli a un'idea e nemmeno consapevoli di cosa realmente volesse dire ( e quindi anche per questo totalmente incapaci di riattualizzarla rispetto ai tempi invece che abdicare in blocco e passare armi e bagagli nel campo opposto ) ma semplicemente obbedienti rispetto a un apparato borocratico-partitico al quale avevate delegato il pensiero.

E quindi niente, quello che si merita è di invecchiare inneggiando a quelli che hanno, per dirne una, fatto un regalo alle banche da 7 miliardi in un sol colpo di soldi nostri cantando "bella ciao" mentre lo facevano utilizzando per la prima volta in 70 anni di repubblica la ghigliottina su una discussione parlamentare.
Si racconti che "il meglio che c'è" è chi introduce i voucher per i 20enni che non avranno mai lavoro stabile né pensione: che gliene frega, lei è un benestante settantenne ormai.
Brillante articolo di Luisella Costamagna rivolto ai renziani del "il meglio che c'è", cioè abbastanza palesemente rivolto ai vari Sergio Staino, Michele Serra, e alla via così rimembrando tutto il caravanserraglio degli zombies invecchiati male.

Io son stato precario non ancora trentenne mentre Padoa Schioppa ministro delle finanze, uno dei tanti "meno peggio" che avete sostenuto, andava in TV a darmi del bamboccione.
Mi sarei immediatamente messo in sciopero a oltranza, il peggio che ci avrei perso sarebbe stato un contratto di lavoro che entro 2 mesi sarebbe comunque finito.
Ma il vostro sindacato di burattini con in tasca la tessera del PD ( o vuol forse negare che tutti i funzionari della CGIL sono anche burattini del suo partito? ) diceva che non si sciopera contro il governo amico, e così ci avete sempre BOICOTTATI salvo poi domandarvi "ma perché i giovani non scendono in piazza?".
Grazie al cazzo: CE LO AVETE IMPEDITO IN TUTTI I MODI!
Dovete ringraziare il cielo che non lo abbiamo fatto, perché se ci fossimo riusciti, prima di andare a prendere banchieri e confindustriali e di cacciare i burocrati UE, saremmo dovuti andati a prendere i loro reggicoda e cioè VOI.
Porterei rispetto per una persona anziana in condizioni normali.
Ma non riesco a portarne per chi mi piscia in testa nel nome dei miei stessi valori.
Io mi riprendo i miei valori e vi dico: siete voi che non avete più diritto di sbandierarli!
Ritiratevi a vita privata e smettetela di romperci i coglioni con le vostre prediche, col vostro paternalismo, generazione di falliti!
Non volevate morire democristiani e il meglio che siete riusciti a produrre è stato invecchiare direttamente lobbisti per conto di banche, petrolieri, unioni europee che strangolano interi popoli.
Complimentoni.
Si dice che non c'è generazione che arrivi a valere qualcosa senza aver consumato il proprio parricidio rituale; alla mia tocca consumare un nonnicidio.
Quindi di tico: nonno Staino, ti sei rincoglionito, fattene una ragione e impara a startene zittino anche perchè una buona pensione per andartene ai giardinetti e comprare le granaglie per nutrire i piccioni, non ti manca.

Il Jobs act? Di sinistra, di sinistrissima anzi.
Del resto i grillini so' tutti fascisti.
Non vi resta altro che questo: accusare di fascismo chiunque non la pensi come voi perché nel merito non vi potete permettere di scendere senza rendervi ridicoli.
E adesso che pure l'ANPI vi ha piantati in asso, nonostante foste già riusciti a trasformarne buona parte nel circolo pensionati del PD?
Ve la prendete anche con l'ANPI dimenticandovi che lo statuto prevede la fedeltà alla Costituzione, non il suo stravolgimento.

Si racconti che lo fa nel nome dell'antifascismo per autoassolversi, mentre inneggia a cestinare la Costituzione scritta da Calamandrei, Basso, Terracini, Lussu preferendo quella scritta da Verdini e Maria Elena Boschi sotto dettatura da JP Morgan.
E' molto di sinistra questa cosa.

La sa la verità: se un redivivo Pertini passasse di qua non la prenderebbe neanche a ceffoni. Capirebbe al volo che non vale la pena infierire in corpore vili.

venerdì 13 maggio 2016

Lettera aperta a Michela Marzano: contro la sua beatificazione in vita da "sinistra".

( sempre che sinistra continui a significare qualcosa di concreto e non soltanto retorico )

Gentile onorevole Marzano, oggi non si parla soltanto di gender.
Oggi si osa parlare anche di lotta di classe, s'il vous plaît.
La professoressa Marzano


Vorrei dedicare queste righe a Michela Marzano, l'eroina di questi giorni perché si è decisa a uscire dal PD essendo rimasta insoddisfatta dalla legge sulle unioni civili dalla quale è stata espunta l'adozione dei figliastri.

Stiamo parlando della Onorevole Deputata della Repubblica Italiana che:
- finché vi tolgono la certezza di una sanità a copertura universalistica e gratuita,
- finché spianano a 0 il diritto del lavoro per comprimere i costi,
- finché si fanno sgravi fiscali a spese nostre agli industriali per far finta di assumere,
- finché si sottoscrivono accordi internazionali che ci lasciano esposti ad ogni sorta di dumping sociale, salariale e ambientale,
- finché si buttano nel cestino le garanzie costituzionali di tutti,
non c'è nessun problema di libertà e il PD va benissimo.
Poi salta l'adozione dei figliastri, cosa per altro in sé scandalosa ( sono tra quelli che considerano il matrimonio paritario la via maestra da seguire, e per essere paritario deve comprendere il diritto di adottare come per le coppie sposate eterosessuali, altrimenti la parità non c'è ), e di colpo urge il "salvarsi la coscienza" uscendo dal PD.

Buongiorno, Onorevole Marzano.
Per i precari e gli esodati non l'ha sentito il bisogno di salvarsi la coscienza, nevvero?

Egregia Onorevole Marzano, mi risulta che lei sia una docente in filosofia morale, quindi approfitto per generalizzare al massimo i concetti.
In fondo una filosofa proprio questo dovrebbe saper fare.
Il suo concetto di "diritti" quanto è estendibile?
E il suo concetto di "libertà", quanto invece è ristretto?

Le libertà borghesi, che ci arrivano fin dall'illuminismo, sono una base di partenza non estranea, come radice comune, alla storia dell'intera sinistra.
Poi però la coscienza politica si costruisce anche su altro dato che - e bene o male questa è una fortuna - non siamo rimasti fermi alla Rivoluzione Francese e al semplice opporsi all'assolutismo e al diritto divino, ma siamo arrivati a porci domande anche su quanto il censo influisca sulla effettiva esigibilità dei diritti.

Il Presidente Sandro Pertini lo spiegava piuttosto bene:



Se non teniamo conto di quanto Pertini diceva, altra radice comune all'esser di sinistra sia in veste rivoluzionaria quanto in veste riformista essendo alla fine solo due modi differenti per contrapporsi alla MEDESIMA ingiustizia, allora parliamo dei diritti soltanto di chi può considerare la pancia piena come un dato serenamente acquisito, ma questo riguarda qualcuno non tutti.
Così va a farsi benedire qualsiasi concetto di reale esigibilità dei diritti, perché parliamo di qualcosa che non è uguale per tutti, né ugualmente accessibile.

Potrò mettermi sullo stato di famiglia finanche il calorifero di casa, il gatto, e il tombino in mezzo alla strada di fronte all'entrata di casa.
Potremmo anche fare il matrimonio poligamico coi marziani.
Ma che vita è se mi tocca rassegnarmi di fronte all'ipotesi della malattia non avendo una strada per accedere a cure se non attraverso soldi che non ho, se mi tocca vivere precariamente e senza alcuna certezza del domani e se mi tocca accettare come "naturale" che per un ricco invece non sia così?
Quando ha votato favorevolmente alla buona scuola si è posta queste domande?
Quando ha votato per il jobs act?
Quando non si è posta una straccio di domanda sul TTIP?
Quando ha visto massacrare il popolo greco e lei ugualmente ha intonato il "più Europa" insieme a tutti i suoi colleghi?
Quando ha votato la deforma costituzionale a colpi di maggioranza e col "supercanguro", per altro esplicitamente vietato dal regolamento della Camera dei Deputati in materia costituzionale?

Per ricaduta la sua idea di "diritti" significa anche non porre nessuna distinzione tra il concetto di libertà positive ( di essere, fare, dire quel che si vuole ) e libertà negative ( essenzialmente le libertà dall'ordinamento giuridico intese come assenza di divieto e le libertà economiche ), e l'indistinzione tra queste due sfere della libertà è la prerogativa più tipica di chi è per nascita talmente tanto avvantaggiato quanto a libertà negative, da potersi permettere di riscattare pagandole a peso d'oro anche le proprie libertà positive.
Quindi, anche in questo caso, stiamo di nuovo parlando della libertà di qualcuno.
Dei più ricchi, dei più abbienti, dei privilegiati.

Lei è una filosofa.
Non le sembra molto hobbesiana l'idea di società che discende da questa idea dei concetti di libertà e di diritti?
Su queste basi le sembra plausibile sostenere "da sinistra" la propria posizione?

La sua idea di libertà è, casomai, la stessa identica che animava anche l'opera di quello stesso Luigi Einaudi che alla costituente lottò strenuamente affinché la Repubblica fosse fondata sulla libertà, invece che sul lavoro.
Lo sa perché Einaudi sosteneva questa opzione?
Perché essa, rientrando in una logica perfettamente individualista, era totalmente coerente con il resto della sua ideologia; l'ideologia dell'economista che per primo coniò la definizione di "liberista".
L'ideologia della libertà senza uguaglianza, cioè la libertà di arricchire per chi avvantaggiato ci nasce, e la libertà "di inveire" dei più poveri di cui ci parla Pertini.

Professoressa, facciamo chiarezza una volta per tutte, quindi.

Una sinistra che non riconosca libertà positive fondamentali come quelle degli omosessuali, semplicemente non ha ragione di esistere; ma la sinistra si qualifica come tale innanzitutto perché cerca di dare corso ai concetti espressi degli articolo 3, 4 e 36 della costituzione: rimuovere gli ostacoli all'uguaglianza SOCIALE.
Qua, con buona pace della retorica modernista, efficientista e ipocritamente interclassista di Renzi, si parla di lotta contro il capitale, se non se ne fosse accorta gentile professoressa.
Per essere di destra invece, come dimostra appunto Einaudi ( o anche Milton Friedman che tutto era, personalmente, fuorché un bigotto ), non c'è mica bisogno di essere necessariamente rozzi e retrogradi come i leghisti o un Giovanardi.

Lei è una liberista.
Più coerente sul fronte della laicità dei suoi colleghi di partito, ma pur sempre una liberista.

E il fatto che scelga di farsi da parte, per qualsiasi persona di sinistra dotata di un minimo di consapevolezza di cosa ciò significhi, può essere soltanto un motivo di gioia.

Ora con gli altri liberisti presenti nelle associazioni gay, vada a votare SI alla deforma costituzionale e non si ponga neanche uno straccio di domanda su quali siano le reali ricadute del pareggio di bilancio inserito nell'articolo 81.( completa vanificazione degli articolo 3, 4 e 36 ).
A lei cosa costa?
Come già per Einaudi, da come agisce politicamente, vive col culo al caldo.

Ecco: non è il pregiudizio verso gli omosessuali ma quello verso i più poveri la reale distinzione tra destra e sinistra ( fatti salvi i fenomeni da baraccone fuori dal tempo sparpagliati tra la Lega e il NCD, con qualche esempio ciccione e sposato a Las Vegas anche dentro il suo ex partito ).

Se questa è la reale distinzione la sua scelta di campo è chiara: a destra.
Altro che "beatificazione".




mercoledì 4 maggio 2016

Da Craxi a Renzi, l'etica è morta annegata nell'Adda.

Una monetina da 2 cents, pregnante simbolo del valore della classe politicante di questi tempi.
C'è uno scarto continuo verso il peggio, la vicenda lodigiana di questi giorni mi rende convinto di questa cosa.

Ai tempi dei Craxi ( Andreotti, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, De Michelis, Martelli, La Malfa, Vizzini, Altissimo, Citaristi, Larini, e non dimentichiamoci nemmeno i Bossi da un lato, e i Greganti dall'alto. E faccio finire qua la lista ), quei "socialisti" che hanno reso intoccabile e sputtanato forse in sempiterno nel nostro Paese quella definizione che, se non fosse stata gettata nel fango, per me rimarrebbe la più bella di tutte, spalleggiati dai democristiani e da tutti gli altri, dicevano: "gli altri politicanti non sono migliori di noi, hanno solo occultato meglio le prove, in ogni caso non hanno diritto di puntarci il dito contro".

Qua stavamo già volando basso, ma parecchio basso...

Poi un 1992-1993 di certo non risolutivo, perché i problemi sociali non si risolvono con la magistratura e nemmeno quelli politici ( anche se può essere giustissimo ripulire con la magistratura la classe politica ), ci lasciò con la stessa logica di fondo a governare l'esistente mentre alcuni partiti semplicemente erano estinti.
La continuità dei medesimi interessi di prima ancora una volta al potere pur attraverso partiti diversi la garantì Berlusconi, che però riuscì a rappresentare uno scarto in peggio. (*)
Non diceva "gli altri hanno semplicemente occultato meglio le prove", ma direttamente diceva che i giudici erano malati di mente o komunisti e che comunque non si può procedere per via giudiziaria contro chi ha avuto un mandato elettorale.

E qua volavamo ancor più basso.
Comunque sia Craxi se la prendeva con gli altri politicanti e Berlusconi con un altro potere dello stato.

Oggi, dopo l'azzerramento della classe politica della prima repubblica e il quasi azzeramento del blocco politicante berlusconiano ( il blocco sociale che aveva dietro è stato sussunto dal PD che porta avanti la stessa identica politica, anzi, forse peggiore in quanto più globalista ) di mezzo ci vanno gli ultimi che restano, gli ex pidiessini-diessini-margheritini-piddini.
Su costoro evidentemente Craxi aveva almeno in buona parte ragione,  gli va riconosciuto, nel dirne che avevano soltanto occultato meglio le prove.
Con tale classe politica abbiamo un ulteriore scarto verso il basso.
Quando questi vengono pizzicati, se la prendono direttamente con gli italiani: fascisti, manettari, ignoranti, masnada di bifolchi come vi permettete?

Dobbiamo dirgli grazie perché ci concedono l'onore di taglieggiarci e derubarci giorno per giorno, in pratica.

Ma il punto è che la classe politica in questo paese non rappresenta più un bel niente: il filtro-canale tra società e partito di cui parlava Gramsci, non esiste più da un pezzo.
Far carriera in questi partiti non avviene praticamente mai perché vieni su dal basso e emergi per la tua bravura politico/amministrativa, ma perché sei nato e cresciuto nel "giro" giusto.
Questo, nella logica malata e perversa di fedeltà alla bandiera del partito assolutamente da caserma degli ex piccisti trinariciuti che in realtà comunisti non furono mai ma solo aderenti a una chiesa che teneva falce & martello sul portone d'entrata al posto della croce, vale addirittura doppio.
Se fai strada li dentro è, normalmente, perché qualcuno garantiva per te e per la tua "fedeltà" da ancora prima che nascessi, o genericamente perché porti soldi e qua l'unico parametro "morale" ancora universalmente valido è quello che recita pecunia non olet.

In ogni caso lo scarto ulteriore verso il basso è questo:
- Craxi insultava gli altri politicanti per ri-legittimarsi ( e non c'era più niente da legittimare ), - Berlusconi insultava i magistrati ( e c'era ancora meno da legittimare ),
- i piddini pizzicati e i loro lacchè, la loro corte dei miracoli, insultano direttamente il popolo gridando "non siete meglio di noi!".

E la stessa logica autoassolutoria di sempre fondata sul principio del tutti colpevoli e quindi nessuno è colpevole, ma aggravata dal fatto che la colpevolezza è scaricata direttamente sul popolo e non sul rappresentante politico che ha tradito il mandato o su un altro, circoscritto, potere dello Stato.

Ma manco per il cazzo!
Siamo meglio di costoro, eccome se lo siamo.
Siamo tenuti ad uno scatto morale che segni chiaramente la volontà di ribellarsi di fronte a questa equazione.
Il vostro apparato di potere è da lustri un circolino privato con la selezione all'entrata, non rappresenta questo popolo, rappresenta voi stessi e basta.
Del resto solo una casta politicante che è sempre stata altro rispetto al popolo e che ha potuto avvalersi di canali e percorsi preferenziali da prima ancora di venire al mondo, di fronte alla sacrosanta indignazione, può rispondere come a Lodi in questi giorni e cioè facendo quadrato intorno a ciò che è indifendibile e rispondendo oltraggiosamente alle persone comuni giustamente indignate, dicendo loro che noi siamo meglio di voi, quindi dovete solo stare zitti e muti.
Solo chi dal popolo non proviene e il popolo intimamente lo schifa, può reagire in questo modo ad una indignazione assolutamente meritata.

Per questo dico che se le "monetine" furono un eccesso sgradevole ( ma non immotivato ) nel 1992-1993, quando i partiti rappresentavano ancora qualcosa e quindi il lavacro di coscienze in quel modo fu da parte di molti assolutamente ipocrita, spesso oggi le monetine sarebbero invece non solo motivate, ma nemmeno sgradevoli.
Perché queste metastasi di governanti non hanno più alcun legame col corpo sociale, sono metastasi e basta.
E la soluzione per le metastasi è la resezione, senza discorsi pietosi sul garantismo chiamato in causa fuori contesto, non meno e non diversamente da come faceva Berlusconi.
Non possiamo lasciarci dire che siamo noi marci quando in realtà sono loro che si autoriproducono con sistemi elettorali cuciti su misura e presa la poltrona pensano sempre e solo a farsi i cazzi propri.

Questo nessuno aveva osato dirlo prima e non possiamo lasciarglielo dire adesso, perché se legittimassimo l'idea che questa classe politicante ci rappresenti davvero allora, molto semplicemente, non ci meriteremmo alcun riscatto.




* sul perché la questione giudiziaria non basti a risolvere problemi politici, riporto quando ha scritto recentemente Domenico Moro:


Secondo Piercamillo Davigo Mani pulite ha fallito, la magistratura non basta. Ma va'! Chi lo avrebbe detto? Soltanto chi pensa che i fenomeni sociali e in particolare la corruzione dipendano principalmente dalla morale o dall'etica poteva pensarlo. E la corruzione non è neanche un fatto riconducibile alla politica tout court, ma ai rapporti tra politica e economia, cioè tra ceto politico e classe economicamente dominante. Esistono cause economiche, per essere più precisi rapporti di produzione, alla base della corruzione. Mani pulite non solo non ha risolto, ma ha finito per contribuire involontariamente (diciamo così) alla corruzione. Mani pulite ha accelerato un processo neoliberista basato su privatizzazioni, esternalizzazioni dei servizi pubblici (a sua volta collegato al federalismo cioè alla delega alle regioni), delega ad organismi sovrannazionali (integrazione europea), che ha ampliato il terreno su cui la corruzione e la concussione possono operare. Il problema è la riorganizzazione dell'accumulazione capitalistica, altro che la casta, con buonapace di Rizzo, Stella e dei Cinque stelle. I partiti giustizialisti sono condannati a fallire come è successo alla Lega, che, bisognerebbe che qualcuno lo ricordi, era quasi morta a seguito della rivelazioni su Bossi, e che solamente la xenofobia anti-immigrati ha resuscitato. Anche l'M5S non riuscirà a concretizzare molto. Per questa questa ragione c'è bisogno di una politica e di un partito che parta da un chiaro punto di vista di classe e anti-capitalistico, con proposte serie in campo economico e sociale. In pratica c'è bisogno di un forte partito comunista.

venerdì 29 aprile 2016

Un Uomo.

E' da tanto tempo che non scrivo.
In realtà sono cresciute di molto le bozze non pubblicate.
Cercherò di sistemare e pubblicare prossimamente, anche se forse alcune cose le terrò definitivamente per me.
Diciamo che è stato un periodo di pesanti amarezze, personali e politiche, ma si va avanti.

Oggi, cosa che non credo di aver fatto spesso in vita mia e che credo farò raramente in futuro, voglio scrivere qualche parola per parlare bene di un magistrato: il Procuratore Generale della corte di appello di Palermo Roberto Scarpinato.
Prima che un magistrato vorrei dire che credo meriti la definizione di essere un Uomo.
Scritto esattamente in questo modo.
Chi ha letto qualcosa di Sciascia ha capito.

il giudice Scarpinato

Cosa ci dice il giudice Scarpinato?
Basta ascoltarlo, sono tra i 7 minuti meglio spesi che si possano immaginare.

Un procuratore generale di corte d'appello ci spiega in maniera  illuminante in punta di diritto, ma comprensibilmente anche a non giuristi, lo scomodo perchè di una serie di cose, facendo luce sulla fatale domanda cui prodest?

- Ci spiega che l'UE ci sta imponendo una strana sorta di lex mercatoria che si costituisce al di fuori di qualsiasi processo democratico e diventa addirittura sovraordinante rispetto alla costituzione, archiviando la democrazia quale desueta perdita di tempo passatista attraverso lo smantellamento della sovranità dello Stato Nazione.
- Ci spiega quindi implicitamente, ma in modo che più chiaro non si può, che per sostenere la deforma Renzi-Verdini-Boschi, così come la precedente introduzione del pareggio di bilancio nell'articolo 81 o il recente jobs act, che altro non sono che progressivi adeguamenti a questa prassi di farsi scrivere le leggi dai mercati internazionali, bisogna proprio essere ignoranti come zucche o in teologale malafede.
Perchè in una maniera in o un'altra ti sei inserito nel novero di quelli che la crisi la fanno pagare agli altri, e intendi difendere tale rendita di posizione anche a costo di sacrificare la democrazia di tutti e propagandi questo attentato alla democrazia come libertà, innovazione e quant'altro.

Diciamo una cosa: arrivata la pensione mi sa che Scarpinato non sarà uno dei tanti giudici che finiscono in parlamento nella neo-democrazia cristiana, o meglio, nel partito portavoce dei desiderata di JP Morgan, cioè quel canale di scolo della storia che si chiama Partito Democratico.
« Il potere non è nel Consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più. »

Leonardo Sciascia

mercoledì 6 aprile 2016

Il referendum e i pesci in faccia. [ popul post politically scorrect ]

Nella foto il trattamento GIUSTAMENTE riservato a chi, da sinistra, si ostina a non tratta il PD come merita, cioè da NEMICO.




Paradossi.
Sacrifichi spazi della tua vita personale e del poco che tempo che hai per partecipare a riunioni ( e per inciso vieni pure trattato di merda nonostante ti stia proponendo volontario per farti carico di un duro lavoro di attivismo civico/politico ) che hanno il fine di organizzare i comitati territoriali per il no al referendum costituzionale, e ti ritrovi burattini di partito che invece che con la bandiera arrivano con l'apartitica spilletta dell'Anpi, a spiegarti che questo referendum bisogna perderlo a tutti i costi.
Perché di fatto ti dicono che bisogna scegliere di non accettare lo scontro sul plebiscito pro o contro Renzi, ma andare al mercato rionale a spiegare alla sciura Maria di anni 78 che si sta comprando la cicoria, cosa cambierà nella sua vita spostando una virgola da qui a li nell'art. 117 comma 4 paragrafo 12 ter.
E questo significa mettersi nella inequivocabile condizione di perdere, perché il plebiscito è Renzi a volerlo e non possiamo impedire a chi controlla parlamento, governo e media di impostare una battaglia in un certo modo. Volenti o nolenti il terreno di scontro lo sceglie lui.
Ma su quello stesso terreno si può anche farlo inciampare, perché se Renzi, bisognoso di una legittimazione per via plebiscitaria in un referendum su di sé e sull'operato del suo governo, raccoglie ancora nel paese la maggioranza RELATIVA dei consensi, è pur vero anche che raccoglie pur sempre pure la maggioranza ASSOLUTA dell'astio ( e nel chiuso della cabina elettorale non vai a fare gli esami del sangue a chi vota NO, prendi i voti da chi vengono ).

Questa strategia suicida deriva dal fatto che i "cespuglietti" non vogliono tagliare i ponti dei rapporti col partito insieme al quale negoziano assessorati.
E ciò vale in particolare a Milano, ADESSO.

Per cui bisogna fare sta battaglia, ma impostarla in maniera perdente, senza l'unica parola d'ordine che può vincere ( 3 parole, semplici: Renzi - a - casa ), senza creare dissapori e rancori nei rapporti con gli esponenti del PD, dicendo che la "riforma" è bonapartista e autoritaria ma senza dire che chi la vota e promuove è autore di un tentativo di svolta autoritaria.
Insomma, fare campagna contro una "riforma" come se questa riforma fosse politicamente "figlia di nessuno".

RI-SI-BI-LE.

Ma dopo tutta questa fiera di ipocrisia mescolata a mancanza di coraggio, cosa succede?

Che direttamente "Nullità" ( ex L'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci ) ti inizia la campagna dando al Presidente dell'ANPI, che l'aveva iniziata appunto denunciando la minaccia di svolta bonapartista senza però dire che il PD e Renzi sostengono progetti politici autoritari e antidemocratici, direttamente dell'inetto, del vecchio rincoglionito, e dello strumentalizzatore in malafede politica del proprio ruolo.
[ vedasi il deplorevole, al limite dell'infamia, articolo di Rondolino, rispetto al quale la redazione, guardailcaso, non si dissocia ].

Ora vedete, tutto questo è abbastanza surreale.

Perché queste istituzioni/ associazioni ( sindacati, cgil, Anpi, Arci, Salcazzo, Eccetera ) e questi piccoli partiti che si ostinano per opportunismi bieco a non recidere il cordone ombelicale che li tiene legati al partito-madre nutrendone gli apparati a nostre spese via elezione e distribuzione di cariche ai propri burocrati, comportandosi in questo modo e venendo trattati in questi modo, non solo sono ormai politicamente indifendibili ma sono plastica rappresentazione comico-grottesca del più totale vuoto politico.

E' come se una persona facesse una dichiarazione pubblica di amore e eterna fedeltà ad un/a consorte che lo cornifica bellamente ( senza che vi fosse preliminare accordo per costituire una coppia aperta ) a destra e a manca vantandosene pure apertamente al bar, da anni.
In questo modo non si costruisce niente, ci si fa solo mettere in ridicolo.
Si legittimano i Rondolino, che pure nel merito hanno il torto più bieco e marcio che si possa immaginare.

Se non fosse che in questa circostanza, sul risultato del referendum, rischiamo tutti la prospettiva della definitiva eutanasia del poco che resta della nostra democrazia comprese milioni di persone sveglie che non si meritano un simile scenario, verrebbe quasi da dire che i vari Smuraglia, presenti e passati, piccoli e grandi, di livello nazionale o anche solo locali, giovani o anziani, di essere trattati con simili pesci in faccia, in fondo se lo meritano pure.

martedì 29 marzo 2016

Convinzioni. Orizzonti ampi e maturità politica.




Sono assolutamente convinto che in questa fase storica, una sinistra sensata, radicale quel che basta per darsi una linea politica chiara su base nazionale in merito al fatto che PD e cespuglietti che gli orbitano intorno sono nemici, e sul piano europeo riguardo al fatto che l'UE ( con tutti i suoi annessi e correlati, anche monetari ) non è riformabile, ma insieme né settaria né identitaria ( che vi sentiate socialdemocratici e radicali di sinistra e guardiate a Keynes e post-keynesiani, o che vi sentiate comunisti e figliastri remoti di Marx/Engels VA BENE UGUALE, perché in questo momento entrambi questi punti di vista, se portati avanti sensatamente, comportano l'adozione delle MEDESIME PRIORITÀ ), avrebbe enormi margini di espansione, se solo trovasse la via della propria riorganizzazione dal basso e trovasse qualche fondo da spendere per conquistarsi una visibilità mediatica che proceda in parallelo alla ri-costituzione di una seria alterità/conflittualità sociale.
Conflittualità pacifica ma insieme ferma, non finalizzata a negoziare un assessorato a breve termine ( per questo c'è già Sel, che per altro conflittuale non lo è affatto ).

A tal fine prioritario sarebbe intessere rapporti con quelle persone che scrivono e organizzano
questo
e quest'altro

SENZA pretendere di cooptarli dentro qualcosa d'altro, di precostituito sul piano formale e organizzativo, coltivando la presunzione di avere tutte le ricette già pronte e giuste, ma cercando insieme una via negoziandola su basi di parità e accettando l'esito di un percorso VERAMENTE APERTO, senza paracadute, NON INDIRIZZABILE SEMPLICEMENTE PERCHÉ SI HA ALLE SPALLE IL PROPRIO MOVIMENTINO DI 100 PERSONE, SUFFICIENTE A DETERMINARE L'ESITO DI UNA ASSEMBLEINA DI 36 PERSONE CHE, IN REALTÀ, NON SI CAPISCE NEMMENO DA CHI SIANO STATE "DELEGATE".
La costituzione di un partito di sinistra all'altezza dei tempi non può e non deve essere un percorso autoreferenziale.
E se si lavora col paracadute, cioè ci si muove dentro un alveo prestabilito e precostituito se e solo se si è convinti di poterne indirizzare il percorso nella presunzione di avere già in tutto e per tutto la "ricetta buona", non si serve il popolo perché non gli si va davvero incontro, semplicemente si passa il tempo a compiacersi di sé stessi.

Per questo motivo io non perdo e non perderò tempo ad alimentare polemiche con altri movimenti che contestino UE ed euro, ben sapendo che ciò è possibile farlo sia da sinistra ( su basi che condivido ) sia da destra ( su basi che combatto e combatterò anche in futuro ), ma semplicemente tesserò reti di relazioni umane e politiche con chi, parlandoci, mi convincerò abbia moventi e obiettivi sottoscrivibili.

Fare il Pcl che litiga col Pdac, non mi interessa.
E non interessa al popolo.
Lasciamoci alle spalle le sette, le modalità gestionali e comunicative tipiche delle sette.
Questa gente rifiuta il mondo contemporaneo, e hanno anche ragione a rifiutarlo, ma è evidente che non aspirano a cambiarlo preferendo rifiugiarsi nella loro dimensione parallela di formulette rituali precostituite, ragion per cui il loro nemico diventa il loro più stretto vicino di azione politica banalmente perchè non aspirano più a fare paura a nessuno al di fuori della loro realtà parallela, separata dal mondo reale, entro la quale animano le proprie polemicucce.

Io invece aspiro a fare paura a qualcuno!
E se sprecassi il mio tempo in queste polemicucce, proprio per questo motivo, renderei sterile e vano ogni mio sforzo perchè la maggior parte delle persone nemmeno si accorgerà della mia esistenza e, quand'anche se ne accorgesse, non mi considererebbe ( giustamente ) degno di fiducia alcuna dato il mondo e gli interlocutori coi quali perderei il mio tempo.

Se si vuole uscire dalle catacombe del web o di sacche politico/sociali dai percorsi e dagli esiti politici già definiti ( il ghetto dei sovranisti, molti dei quali dentro quel ghetto meritano di rimanerci ), bisogna sforzarsi di darsi un respiro ampio; il che significa tenersi buoni tutti gli interlocutori sensati ( che non vuol dire politicamente sovrapponibili al 100%, basta che non ti siano opposti, perché con chi avrà anche solo un 51% di somiglianza al redde rationem ci si dovrà alleare ) e parlare del mondo che sta FUORI da queste minuscole realtà delle quali al popolo non interessa e che a dirla tutta sono maggioritariamente composte da pazzi, disadattati, idioti e anche da qualche volpone non esattamente in buona fede.


Coglionazzi?



Voglio sperare che nessun savio di mente, socialista, progressista, magari addirittura anticapitalista ( e quindi evidentemente antieuropeista, infatti stiamo parlando di savi di mente e non di COGLIONAZZI ) cada nell'equivoco, non rendendosi conto del fatto che l'iniziativa Alternativa Per l'Italia, nata dal sito Scenari Economici, ha prospettive politiche in nulla sottoscrivibili.

Stiamo parlando di gente che non costruirà un bel cazzo di niente, liberisti puri ( il liberismo si fa con o senza moneta unica ), ai quali tanto per dirne una l'UE va benissimo purché sia senza l'euro ( e chissenefrega dei deficit di democrazia ), la cui propaganda anti-immigrazione non ha alcun valore sistemico concentrandosi esclusivamente su un profilo xenofobo-complottista con deliri su Kalergi annessi e che, in ultima istanza, in dirittura d'arrivo pre-elettorale risolverà tutta la propria azione in uno spottone elettorale pro Lega Nord via Claudio Borghi.
Quello che il razzismo gli sta bene per intenderci, e quello che l'euro non lo vuole ma la flat tax al 13% invece si.
Quello già trombato sia alle politiche sia per la regione Toscana, che però ha portato qualche migliaio di voti che sono serviti per rieleggere Borghezio, quello che chiama Delle Chiaie "comandante" per intenderci, al parlamento europeo quando è in realtà evidente che l'unico luogo a lui confacente sarebbero le patrie galere.

E chi non capisce che in termini distributivi, per i ceti sfruttati, una flat tax equivarrebbe in tutto e per tutto a tenersi la moneta unica europea con in più l'aggravante della torsione autoritaria e xenofoba del nostro Paese è, per l'appunto, un COGLIONAZZO.

Lo dico solo una vota, e non ci torno sopra, proprio perché recuperare COGLIONAZZI è una operazione politicamente inutile.
La Lega esiste da 30 anni, e i COGLIONAZZI la votano.
Lo hanno già fatto e lo rifaranno.
Esistono delle invarianti nella storia.

Stabilito che correre dietro ai COGLIONAZZI non serve, spero ci si concentri su ciò che è utile e necessario e cioè concentrarsi su quel 50% di disillusi che a votare non ci vanno più ma che non sono né beceri, né razzisti né COGLIONAZZI, ché se lo fossero l'alternativa li bella che pronta già ce l'avrebbero.

Dixi et salvavi animam meam.